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Veglie di riconciliazione

 
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La preghiera ad Arezzo

Numerose sono le persone che provano il bisogno di pregare insieme in modo semplice e meditativo, con tempi di silenzio e spesso utilizzando i canti di Taizé. Pur non essendo stato organizzato volutamente un movimento attorno alla comunità monastica francese, in moltissime città italiane e del mondo sono nate spontaneamente delle preghiere regolari “sullo stile” di Taizé. Anche ad Arezzo è presente sin dai primi anni ’90. Inizialmente ospitata nella Chiesa di S. Maria in Gradi, e poi nella cappella del Seminario Vescovile, si tiene ora ogni seconda domenica del mese in modo itinerante (vedi calendario) in alcune chiese o cappelle cittadine. La preghiera di Arezzo è nata dall’iniziativa di quei giovani che hanno conosciuto l’esperienza di Taizé e come tale costituisce un forte segno di comunione e di continuità tra quelle persone - anche di generazioni diverse - e quei gruppi del nostro territorio che, nel corso del tempo, si sono recati a Taizé; ma al contempo, e soprattutto, intende offrire alla nostra città - che come tante città conosce una vita molto impegnata e frenetica dove la gente fa fatica a fermarsi e a ritagliare spazi di vita interiore - un’occasione di preghiera meditativa. Queste preghiere animate con i canti di Taizé sparse per il mondo sono state definite dal priore della comunità monastica francese Frère Alois - successore di Frère Roger - delle “veglie di riconciliazione”. Tali preghiere ci ricordano che Dio ha fatto il primo passo verso di noi: e, se comprendiamo ciò, le nostre relazioni ne saranno trasformate e saremo capaci di segni di comunione autentica seguendo l’invito del Vangelo (Mt 5, 23-24) a fare il primo passo verso l’altro senza avere la sicurezza di una reciprocità. Dunque la preghiera ci spinge ad allargare a tutti, nel vivere quotidiano, la nostra amicizia. Ma tali preghiere ci riportano anche all’urgenza della riconciliazione tra i cristiani. Come rispondere alle nuove sfide delle società sempre più secolarizzate senza riunire i doni dello Spirito Santo presenti in ognuna delle famiglie cristiane? Come trasmettere la pace di Cristo restando separati?

Lo svolgimento di queste preghiere - talvolta precedute da brevi testimonianze o riflessioni introduttive - è semplice: prevede infatti il canto di un salmo intercalato da un Alleluia, una lettura biblica, una preghiera d’intercessione, il Padre Nostro. In questo stile di preghiera è fondamentale inoltre la presenza di un momento di silenzio e del canto. I canti di Taizé, brevi, ripetuti più e più volte, hanno un carattere meditativo e usano solo poche parole che esprimono una realtà fondamentale della fede, compresa velocemente dalla mente. La lunga ripetizione del canto si rifà ad un antichissimo modo di pregare, per esempio al Rosario o all’invocazione del Nome di Gesù nella Chiesa d’Oriente.

 
Pubblicato il venerdì 15 settembre 2006
Aggiornato il lunedì 21 settembre 2009

 
 
 
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