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29-30 novembre - There is no moment of delight in any pilgrimage like the beginning of it

 

07.45 sale el tren para Roma Fiumicino, el viaje empieza...
Tengo miedo e mi sento sola.

Roma 19.35 sale el avio’n para Madrid, a Madrid di corsa a la puerta y a medianoche sale el avio’n para Santiago de Chile!

Sono emozionata, sto volando sopra l’Atlantico, poi la cordigliera delle Ande...alla ricerca di grandi spazi e grandi persone.

Ovviamente han perdido la mi maleta che e’ rimasta en Madrid! In compenso dos chicas mi esperan con el cartel col mi nombre a la salida de la puerta y dopo tutto quel viaje da sola penso che non me ne frega niente della valigia e le abbraccio. Gia’che siamo li’ aspettiamo anche Gabriel che viene dal Brasile e lo accompagnamo al bus per Valparaiso. Io invece non posso partire per Concepcion perche’l’indomani devo recuperare la mia valigia...y al reve’s que suerte! Las chicas, Iris y Bea, mi accompagnano in un quartiere povero cerca del aeropuerto, con la spazzatura sparsa nei campi, innumerevoli vicoli di casette basse, colorate, coi tetti di lamiera, qualche bazar qua e la’, che invece ispirano tutto meno che poverta’. Penso "che bel sole, che caldo, quanti colori". E mi apre la porta mama Vivi che mi vede muy cansada, mi abbraccia e mi infila sotto la doccia e mi dice di non preoccuparmi che ci facciamo un bel giro per il centro di Santiago come due signore. Io esco "leggera", i jeans e una magliettaccia, coi capelli bagnati e spettinati, e va bene cosi’, mica come a casa che senza i vestiti e i capelli a posto ti senti una schiappa. In casa con me c’e’anche Ana, di Poznan!!. Dovrei partire con lei alla volta di Concepcio’n appena recupero i bagagli...E cosi’ce ne andiamo a visitare il centro di Santiago, yo, mamita, Ana y el hijo di Vivi, Enrique. Il centro di Santiago e’ tutta un’altra cosa, una metropoli ricca, elegante, anche se la gente per strada non sembra passarsela granche’bene.

Ho visto la Moneda, l’avenida central, piena di negozi e di gente, la catedra’l, gli studenti dell’universid in protesta (tutto il mondo e’paese), abbiamo mangiato le empanadas, alle 19.00, e scopro che quella e’la merenda perche’si cena alle 22.00...quindi prendiamo metro y taxi e torniamo nel nostro cuadro di casette a schiera colorate. Nel frattempo sono arrivati papa Andre’s, la otra hija, Xaviera, la nonnina, fantastica, gli amici dei figli, del quartiere, tutti a farci festa. E si sta a tavola fino a tardi a parlare dei nostri usi e costumi, della situazione economica del paese, di come fregare fr. Leandro perche’mama Vivi non ci vuole mandare a Concepcio’n...

Y yo che avevo paura e mi sentivo sola...ho trovato non una casa ma una familia, persone all’altro capo del mondo che senza conoscermi si prendono cura di me, perche’e’naturale cosi’...

Viaggiare sola e’un’esperienza incredibile, che ti apre un mondo e ti apre al mondo.

Lucia

 
Pubblicato il mercoledì 1 dicembre 2010

 
 
 
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