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9 dicembre - I teli arancione smossi dal vento

 

¡Hola!

La mia nuova familia e’ muy linda y cariñosa, del resto in Chile sono cosi’....non ti aprono solo la porta ma el corazo’n, il loro intimo, y se hanno poco ti danno quello che possono. Anche se non sanno niente dell’ incontro di Taize` mi accolgono egualmente y con alegria, come se fossi da sempre un membro della famiglia. La casetta qui e’ di cemento, ma sempre piccola piccola e llena de ropa che pare scoppiare, sembra di stare dentro una barca; le due figlie possono studiare ma non hanno nemmeno una macchina, in Chile ce l’hanno solo i super ricchi.La mattina la passo con gli altri pellegrini ospitati dalle famiglie di questo quartiere, due argentine, tre boliviani, tra cui la piccola Darinka, che ride sempre e mi vuole sempre abbracciare perche’ dice che assomiglio alla sua mamma, y despues tre chileni di Temuco, al Sur de Chile y le mie due amiche di Coronel.

I giovani del colegio salesiano ci portano a vedere un centro gestito dalla parrocchia, juntos con madri sole, che si occupa dei loro niños, bambini difficili, che vengono da situazioni di miseria e disagio familiare. Lo stato li finanzia, porque’ asi’ esta’ mas barato que aprire asili, scuole e centri di assistenza, ci spiegano. Poi andiamo tutti insieme al parque de Quinta Normal e in metro gia’ facciamo gruppo, se ri’e, se canta, hablamos harto de nosotros.

In Quinta Normal ci aspetta la comida di Taize’, un ovino sodo, un panino, chocolate, frutta y finalmente agua mineral, un’acqua particolare, 100% solidaria porque viene de una impresa comercial, Late, que entrega toda la utilidad que genera a fundaciones sociales. Nel pomeriggio abbiamo i talleres, gli incontri a tema. Io vado a quello sulla danza religiosa in Chile, dove ci insegnano un baile religioso vorticoso, che si fa ad occhi chiusi, lasciandosi andare per liberarsi dei propri pesi, offrendoli a Dio’s, un po’ quello che si fa nella oracion de la cruz, appoggiando il capo sul Legno. Conosco una giovane venezuelana, che non vuole parlare della situazione politico-economica del suo pai’s, aqui’ no, en estos dias prefieres estar alegre. Due ragazzi boliviani tambie’n preferiscono parlarmi della bellezza della natura del loro paese, "in Colombia y en Venezuela stanno peggio", dicono, y me invitan a su pai’s, "tanto la vita non vale niente". A la oracion de la noche i bambini attorno a fr. Alois ci salutano tutti: los jovenes de Chile, Argentina, Brasile, Colombia, Venezuela, Peru’, i 400 boliviani che per arrivare fin qui hanno viaggiato 40 ore di autobus in autobus, attraversando il deserto, y despues Ecuador, Uruguay, Paraguay, Santo Domingo, Honduras, Costa Rica, los 25 jovenes de Haiti, Mexico, Canada, Portogallo, Spagna, Francia, Italia, Croazia, Austria, Svizzera, Germania, Olanda, Romania, Polonia, Slovacchia, Russia, Indonesia y Australia.

Tutti insieme sotto questa carpa, con i teli arancioni smossi dal vento che paiono le vele di una barca pronta a salpare.

Lucia

 
Pubblicato il domenica 12 dicembre 2010

 
 
 
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